quando apro gli occhi mi si aprono le vene

Mese: ottobre, 2013

le fragole

Penso ancora, a volte,
alle fragole.

al sole di ruggine
quando buttera le facciate

allo sbattere alla finestra
d’una gran mosca
senza un’ombra di malinconia.

Niente pioggia.
Una luce ordinata
a disporre le cose nella stanza.

undici del mattino
la tosse dei campanili.

il polline frenetico
ad affaccendarsi sui tetti
per uno scherzo alla primavera –
far credere innevate le tegole –

uno sparo di respiri
inaspettati, grida
nodi fra i capelli
dal vento intrecciati
sbattere di porte di piedi
in corsa su vecchi sentieri
che non sembreranno mai conosciuti
e in un angolo

quei profondi singhiozzi
che non si possono scordare..

Ancora penso, a volte
sia questo il destino
delle piccole cose
che si sradicano acerbe:

non saper cadere
per conoscere la fine
della propria stagione

ma per quanto strappate
essere alla vita
il più lieve sostegno

così, sul tavolo,
fra quattro briciole languidamente
sciolte su uno strofinaccio

in un mucchietto rosso
quasi piccoli occhi
dopo un grande pianto

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il giorno senza

quell’insopportabile
ricordare di pioggia

la luna inzuppava i capelli
nella strada fradicia
– dai negozi baluginava
un “laggiù, correte” irrequieto:

come un vecchino
il mio cuore cercandoti
s’era perduto
nella più familiare contrada

veniste in molti
a suggerire la strada
a prendermi sotto braccio
per guidare il ritorno

“Attenzione!”
un grido i miei occhi spenti
chè indossavo la camicia buona
– quella che tu avevi baciata

a strattoni trasalivo
lungo tutta la via umidiccia
luccicante divaricata
come la coda di un frac

in quel fracassare di parole-ombrelli
“Di qua, per favore” e “Faccia la brava”
dicevate che ero a casa ma
io non vedevo la mia casa

la tua testa di tegole
con sopracciglia di stipiti
e il petto di spalancate finestre

nessuno che alzasse gli occhi.
In silenzio s’ingozzavano le grondaie.
dai negozi baluginava
un “meno male” soddisfatto

allora la luna – arrabbiata
coi capelli grondanti –
gettò indietro la testa
tirando giù un chissachè di costellazioni:
ecco una stella cadente
che dovrete pur rispettare..

proseguii stupefatta
lentamente acciaccata
in quel polverone di mai richieste
d’aiuto

e le cose di sempre mi pareva
di non averle mai sentite
quel giorno senza
di te