il giorno senza

di Bianca Brecce

quell’insopportabile
ricordare di pioggia

la luna inzuppava i capelli
nella strada fradicia
– dai negozi baluginava
un “laggiù, correte” irrequieto:

come un vecchino
il mio cuore cercandoti
s’era perduto
nella più familiare contrada

veniste in molti
a suggerire la strada
a prendermi sotto braccio
per guidare il ritorno

“Attenzione!”
un grido i miei occhi spenti
chè indossavo la camicia buona
– quella che tu avevi baciata

a strattoni trasalivo
lungo tutta la via umidiccia
luccicante divaricata
come la coda di un frac

in quel fracassare di parole-ombrelli
“Di qua, per favore” e “Faccia la brava”
dicevate che ero a casa ma
io non vedevo la mia casa

la tua testa di tegole
con sopracciglia di stipiti
e il petto di spalancate finestre

nessuno che alzasse gli occhi.
In silenzio s’ingozzavano le grondaie.
dai negozi baluginava
un “meno male” soddisfatto

allora la luna – arrabbiata
coi capelli grondanti –
gettò indietro la testa
tirando giù un chissachè di costellazioni:
ecco una stella cadente
che dovrete pur rispettare..

proseguii stupefatta
lentamente acciaccata
in quel polverone di mai richieste
d’aiuto

e le cose di sempre mi pareva
di non averle mai sentite
quel giorno senza
di te

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