le fragole

di Bianca Brecce

Penso ancora, a volte,
alle fragole.

al sole di ruggine
quando buttera le facciate

allo sbattere alla finestra
d’una gran mosca
senza un’ombra di malinconia.

Niente pioggia.
Una luce ordinata
a disporre le cose nella stanza.

undici del mattino
la tosse dei campanili.

il polline frenetico
ad affaccendarsi sui tetti
per uno scherzo alla primavera –
far credere innevate le tegole –

uno sparo di respiri
inaspettati, grida
nodi fra i capelli
dal vento intrecciati
sbattere di porte di piedi
in corsa su vecchi sentieri
che non sembreranno mai conosciuti
e in un angolo

quei profondi singhiozzi
che non si possono scordare..

Ancora penso, a volte
sia questo il destino
delle piccole cose
che si sradicano acerbe:

non saper cadere
per conoscere la fine
della propria stagione

ma per quanto strappate
essere alla vita
il più lieve sostegno

così, sul tavolo,
fra quattro briciole languidamente
sciolte su uno strofinaccio

in un mucchietto rosso
quasi piccoli occhi
dopo un grande pianto

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