quando apro gli occhi mi si aprono le vene

Mese: gennaio, 2014

La trasfigurazione

                 A te che mi sei voce
                 nel senza nome
        

ho sentito il tuo corpo nel mio
ancora

quasi senza toccarsi
                          troppo vicini
                          non si può dire “toccare”
                         quando si è così vicini

       si sta senza voce
e la sola parola
è il respiro
che quasi sgola

ho sentito il tuo respiro nel mio
ancora

e il sangue
                    così vicino
                                      che ci trascorre

rimane carne
quella che ci baciamo?

          è solo un piccolo tendine
che ci scorta tremanti
         coi nervi che luccicano
fra le vertigini del ritorno
         uno nell’altro?

Sento il tuo nel mio
       trasfigurare..

            rimaniamo
    lo svenato silenzio
    fra battito e respiro

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il frutto che matura (*4)

“il frutto che matura
non fa alcun suono”

forse.. ma si può
rimanere in ascolto
aspettare
un altro po’, solo
qualche tonfo di più
                        per favore..?

perché si rapprenda
fino all’ultima goccia
il succo d’oro di sangue
perché si possa
andare avanti

come sa fare Autunno
come nella barba fitta
di nubi, nell’oro,
gli s’impigliano stormi
e qualcosa di simile
a presagi gli straccia
di nero le guance

aspetta
ora è inespresso
sentore:
è vero..

ma non è questo
il sole al tramonto
quando i campi
si guardano muti
dopo il macello del sole
al tramonto che non sappiamo
se è la pera che cade
finalmente
o il nostro corpo
che seppelliscono
quel tonfo

ora è nel tempo
la fede dei vivi
ma ricorda

solo dopo è il silenzio
che dice

con la fronte imbrattata
di rughe
ci dice
ci riempe la bocca
di polpa e nomi
d’assenti

e sazia la fame di noi