quando apro gli occhi mi si aprono le vene

Mese: maggio, 2015

[news] Festa della Filosofia – La vita solitaria

Cari amici,

Giovedì 21 Maggio
alle ore 21.00 presso la Casa della Poesia di Milano
(Largo Marinai d’Italia, 1 – palazzina Liberty)

accompagnerò con il mio pianoforte e la bravissima violinista Alice Marini
l’incontro dal titolo “La vita solitaria” organizzato dalla casa editrice AlboVersorio
e avente come relatori il poeta Milo de Angelis
e i filosofi Massimo Donà ed Erasmo Silvio Storace
Letture di : Viviana Nicodemo

concerto7maggio

all’interno della rassegna “Festa della filosofia
che prevede numerosi incontri e dialoghi con alcuni e alcune degli intellettuali più importanti nel panorama milanese (qui il programma completo: https://festadellafilosofia.wordpress.com/la-festa-della-filosofia-2015/il-programma-2015/)

Dal sito dell’evento, ulteriori informazioni sull’incontro di domani:
Milo De Angelis, uno dei più importanti poeti viventi, e Massimo Donà, Docente di Filosofia Teoretica presso l’Università Vita-Salute San Raffaele, rifletteranno sulla poesia di Giacomo Leopardi. Obiettivo dell’incontro, il cui titolo “La vita solitaria” rievoca un canto di Leopardi, sarà portare alla luce alcune questioni che attraversano la nostra vita ed esperienza, come la solitudine. La conferenza vedrà anche la partecipazione dell’attrice Viviana Nicodemo, che curerà le letture della serata, e delle musiciste Bianca Brecce (pianista) e Alice Marini (violinista) che cureranno invece gli interventi musicali.

Sperando di vedervi presto, vi saluto caramente,

Bianca Brecce

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eroi

se solo potessi
almeno una volta
– basterebbe una sola –
nella mia piccola vita
tornare indietro
e fare l’amore con Ludwig
Ludwig van B.

io che ancora adesso tremo
se penso a come Dante amava
fra i morti
Beatrice – fin dopo la morte

se solo potessi
– basterebbe una volta –
addormentarmi con la Cvetaeva
carezzare i capelli di Ofelia
o camminare davanti ad Orfeo
vorrei dire loro che quella
è la sola maniera:
in silenzio andarsene
privi di tempo, senza bisogno
di voltarsi a vedere
che faccia ha così tanta
così grande perdutissima
felicità

I – (da “preludi”)

I

stanno stipati
sotto le travi

non mi è stato detto
chi sono
o che cosa
stanno facendo

mi guardano
quando si sposta
la luce e dietro le tende
se ne va qualcun altro
– l’ennesimo

mormorano
con le guance rigate
sono dei vecchi violoncelli
tesi

mi insegnano
il colore del buio
riportano l’ordine
fra le piante
che perdono foglie

[news] “Poeti in scena” : Ghertruda, la mamma di Amleto di Davide Rondoni (una performance)

Cari amici,

Giovedì 7 Maggio
alle ore 21.00 presso la Casa della Poesia di Milano
(Largo Marinai d’Italia, 1 – palazzina Liberty)

prenderò parte a questo bellissimo spettacolo.
Un testo eccezionale, un’attrice alla sua altezza, un violino ed il mio pianoforte, due voci musicali ad accompagnare il tutto.

Vi chiedo di condividere questo evento anche per sostenere e promuovere le iniziative della Casa della Poesia di Milano, rifugio della poesia e dei suoi seguaci che rischia troppo spesso di essere trascurato.

Come sempre, i miei più cari saluti,
Bianca Brecce

GHERTRUDA. LA MAMMA DI AMLETO
(Una performance) di DAVIDE RONDONI

voce recitante Viviana Nicodemo

pianoforte: Bianca Brecce
violino: Alice Marini

Nella sua ultima opera teatrale, “Ghertruda. La mamma di Amleto”, Davide Rondoni ci mostra un’ altra verità sulla tragedia. Ghertruda, personaggio lasciato in ombra da Shakespeare, è diventata un fantasma e ora ci racconta la sua versione dei fatti senza risparmiare niente a nessuno. Il primo marito, padre di Amleto, ha iniziato a creare i sospetti ed è responsabile dello sfacelo. Claudio, il secondo marito, è un dongiovanni assassino. Amleto è un eterno fanciullo invaghito del suo teatro e di se stesso. Solo Ofelia, abbandonata da tutti, merita compassione. Quanto a lei, Ghertruda, ha amato la regalità, l’ ha amata fino all’ estremo, e tutti i suoi eccessi sono figli di questo amore. Rondoni ha creato con Ghertruda una figura che non si dimentica: sincera e appassionata, carnale ma anche lungimirante, intreccio di opposti esplosivi, trasporta nei nostri giorni e fa rivivere l’ eterno dilemma di un capolavoro
(Milo de Angelis).

 

“Fui onesta. E depravata.
Fantastica. E rovinata.
Irreprensibile. E immorale.
Sono la fiamma madre.
La madre del personaggio
centrale.
Sono quella madre.
Quella donna.
Che voleva evitare la rovina.”