quando apro gli occhi mi si aprono le vene

Mese: marzo, 2016

[news] La porta che si chiude – una serata con Antonia ||| replica @libreria Tiritera, Milano

Cari amici,

Venerdí 1 aprile alle ore 19.oo
presso la Libreria Tiritera di Milano
via Govone, 30 (M5 Cenisio)

torniamo con Antonia

Una serata di musica e poesia
dove una selezione delle poesie di Antonia Pozzi che amiamo di più si accompagna alla musica che abbiamo trovato più consonante

Viviana Nicodemo voce recitante
Alice Marini al violino
moi medesima al pianoforte

La Libreria Tiritera è per me una delle librerie piú belle, accoglienti, originali di Milano. Aperta da poco, ha già ospitato numerosi eventi, da spettacoli di marionette a workshops di origami, da letture per bimbi a corsi di rilegatura.
Last but not least, ci ho comprato i regali di Natale, quest’anno, perchè ha una selezione splendida, curata, preziosa. Insomma, “vedetela”, io ve l’ho detto.. E se ne approfittate per venirmi a fare un saluto, domani sera, ancora meglio (:

Sperando di vedervi presto, come sempre i miei più cari saluti

Bianca Brecce

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frammenti di diario e lettere (fra novembre e gennaio)

[…] Imparare a essere un taglio netto e feroce. Una finestra d’aprile su un cortile. Un impaziente grido fra le foglie del parco. Afferrarsi i capelli alla nuca – essere un taglio netto e feroce, essere una foglia del parco. Cadere a ciocche. Impaziente […]

[…] G. – che è un poeta – ha detto di guardare al quadro e non alle mani sporche di pittura. […]

[…] Bellezza e inquietudine. Sentire così distintamente il corpo degli altri e non avere più alcun contatto con il proprio. Tutte le certezze teoriche che traballano. Nel cuore – qualcosa di simile alle rovine di Agrigento, maestose, distrutte. La bocca che si apre di scatto, le mani a tenere insieme il viso. Un singhiozzo :”Ma come ti sei ridotta?”

da una lettera a un amico
[…] Per questo anch’io credo esistano delle persone che nascono con la felicità già piantata nel cuore. Per loro la vita è un’attesa bonaria, paziente, che il seme faccia il suo corso, buchi la terra, metta qualche foglia.. Che poi diventi un albero sempreverde, o una pianta grassa, o un’erbaccia, non fa nessuna differenza – il fatto è che la felicità li travolge, mette le radici dentro di loro con un’invadenza inarrestabile […]

[…] Io tremo per quando tu vedrai le cicatrici, ma voglio che tu sappia questo: il sangue è tutto ciò che abbiamo […]

[…] Tutta la mia povera vita mi ritorna addosso con la forza delle tue montagne. Grosse, ruvide, imperlate di neve, di tracce. Ferite pulsanti. Mi manca andare in montagna, tradurmi lì, essere sola, misurare me stessa. Ricordarmi che sono piccola, che il mio dolore è piccolo. Soprattutto, ricordare il mio dolore […] Paradossalmente occorre che permetta a me stessa di soffrire. Non sempre cercare di guarire, di essere giusti, equilibrati, puliti, è una soluzione. Indugiare nelle gallerie, nei momenti di passaggio. Accettare la solitudine e le ombre che afferrano la gola. Ricordare. Resistere.

[…] In fondo anche tu lo sai che prego, nonostante tutto, a volte succede – io prego. Prego che abbia ragione la voce amica che promette “Tutto andrà bene, tutto andrà – per il meglio”. […] Prego che abbia ragione la voce che dice “Non piange per te, nessuno piange per te – sai, a volte si piange per se stessi, per se stessi solamente…”.