Appunti necessari per il mese di settembre

vivere in questo modo: con il muso perennemente al vento, estatici, lappando la vita e bevendone importanti sorsate fredde.
vivere tamburellando con le dita sulle cose, impazientemente, e andare a sbattere con le ossa contro i muri, contro tutti i muri, al ritmo delle parole che escono dalla bocca in un dolce ruggito barbarico e universale.
vivere sapendo l’importanza del tempo e la sua intima parentela con l’amore, vivere stringendo nel palmo l’orologio, febbrili, e ridere del quadrante che si rompe per un bacio troppo violento e accarezzare le lancette storte con la nostalgia con cui un amante tocca i segni rossi sulla schiena della persona amata.
vivere tutto ció che straccia ogni vena nella corsa dalla fronte al piede stanco, dalla coscia all’anulare, vivere correndo sul pelo delle cose, come gabbiani sull’acqua, rondini sui tetti, come Bolt quando ignoró il limite concesso alla velocità e le persone urlavano impazzite e saltavano e tutto il mondo in un istante fu energia elettrica che faceva tremare terre, oceani e costellazioni.
vivere con pochi nomi sulle labbra, ma essenziali: goccia, casa, mano. Fratello, universo, colore. Argine, pulsazione, memoria. vivere per ripetere queste parole al mondo, al ritmo del sangue che ci straccia le vene in un dolce ruggito barbarico e universale.
vivere nell’estasi della corsa nel vento e dell’acqua che si dibatte negli argini del fiume, vivere come orologi rotti, beffardi e minacciosi, ironici e febbrili, come ossa, come muri, vivere come baci, vivere ed essere come un tremito di stelle, come elettricità

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